Il Revisore dà l’ok, ma evidenzia criticità da sanare in riscossione ed evasione. Il gruppo Le Lampare: «Rescindete il contratto con Ige, è inadempiente»
CARIATI – Un’atmosfera finalmente distesa e un clima collaborativo, come non si vedeva da tempo, quello che si è respirato durante i lavori del Consiglio Comunale del 28 marzo scorso che ha approvato in seconda convocazione, con i soli voti della maggioranza, tutti i 14 punti all’ordine del giorno, per la maggior parte riguardanti le tariffe e i tributi inseriti nel Bilancio di previsione per il triennio 2025-27.
«Il Bilancio ha avuto il parere positivo del responsabile dell’Area Finanziaria e del Revisore dei Conti, che comunque ha evidenziato delle criticità a cui intendiamo porre rimedio» – ha rassicurato l’assessore al ramo Francesco Cicciù, chiamato ad illustrare i vari punti. Un bilancio che risente della crisi sociale ed economica, della riduzione dei trasferimenti statali e del limite della riscossione – ha ammesso – per cui diventa faticoso erogare servizi. Rispetto al 2023 – ha spiegato – la politica fiscale è rimasta inalterata, ad eccezione dell’adeguamento Tari imposto dalla Regione e dell’idrico, comunque già al massimo per il dissesto finanziario.
A proposito di dissesto, dichiarato 9 anni fa, Cicciù ha ricordato che il Comune ha aderito alla procedura semplificata, per cui sono iniziate le richieste da parte dell’OSL (Organismo straordinario di liquidazione) ai creditori che ora potranno essere liquidati. «Il debito ammonta a circa 7 milioni di euro, ma con una percentuale di pagamento del 50%, l’esborso sarà di circa 3 milioni e mezzo a fronte di una provvista di cassa di 3 milioni e 800mila euro» – ha esordito l’assessore.
Poi ha parlato di una delibera di Giunta per i ruoli degli anni precedenti rettificata su suggerimento del Revisore e del consigliere di minoranza Saverio Greco. Un segnale di maturità politica e di apertura nei confronti della minoranza che in più occasioni si era dichiarata disponibile a collaborare per il bene di Cariati? Minoranza che, compatta, non ha votato sì al Bilancio – come specificato da Saverio Greco de L’Alternativa C’è – per via del ricorso al Tar Calabria sul Documento Unico di Programmazione, la cui udienza è fissata al prossimo 18 giugno.
Cicciù, nella sua esposizione, ha annunciato anche l’arrivo nelle case dei contribuenti del ruolo idrico per le annualità 2023 e 2024, l’abbattimento della cartellonistica e della pubblicità abusiva, gli accertamenti sulla tassa di soggiorno e sulle entrate proprie dell’ente. Su quest’ultimo punto, l’assessore ha manifestato senza mezzi termini la volontà dell’amministrazione a procedere alla riscossione dei fitti attivi e dei canoni patrimoniali, pena la risoluzione del contratto. «È intollerabile – ha rimarcato – che ci siano persone che abbiano concessioni per poter lavorare, ma non pagano il canone stabilito, e che in bilancio, su questa voce, ci sia zero come entrata».
Altra criticità evidenziata dal Revisore è quella legata alla riscossione, all’evasione e al recupero dei crediti. Su questo ha preso la parola Nunzio Funaro de Le Lampare, secondo il quale le osservazioni del Revisore confermano le criticità denunciate da tempo, la più grave – a suo dire – è l’esternalizzazione del servizio di riscossione alla società Ige con costi elevati, ma pure la mancanza di una banca dati che serva anche a contrastare i grandi evasori. Per Funaro, nel bilancio c’è una sovrastima delle riscossioni previste, una ripartizione irregolare delle entrate derivanti dalle sanzioni del codice della strada, una sottostima del fondo crediti di dubbia esigibilità.
«L’attuale Amministrazione – per Le Lampare – manca di visione strategica ed evita ogni cambiamento che possa minacciare lo status quo. Bisogna rescindere il contratto con Ige, considerate le gravi inadempienze relative all’appalto che continuano a penalizzare il buon funzionamento del Comune. L’Amministrazione Minò sembra ripetere gli errori del passato, rischiando di certificare un nuovo fallimento. – hanno concluso da Le Lampare – Senza un cambio di rotta radicale, il rischio di squilibrio finanziario potrebbe diventare certezza, con conseguenze negative per la comunità. Non possiamo approvare un bilancio lacunoso, riflesso di una gestione politica miope e autoreferenziale».
Il sindaco Cataldo Minò e l’assessore Cicciù, infine, hanno espresso la volontà di sanare le anomalie e di continuare a garantire servizi di qualità, invitando i consiglieri di minoranza a sedersi attorno ad un tavolo nel tentativo di ripianare le situazioni critiche.
Maria Scorpiniti (“Il Quotidiano del Sud” 2 aprile 2025)